This is the story of a trip I made at a rather special time, when the 2016 US Presidential Elections were taking place. It is my personal story of silence amidst the deafening noise of political propaganda, in an experience of synthesis and interpretation of places for what makes them what they are, with the natural ease of an Italian in New York, who feels at home because he has already experienced America in the iconographic make-believe world permeating the entire western culture. A sort of cultural export that has brought America into our homes and souls. As I tiptoe through my personal American dream in its aura of perfection, I wonder: does the American dream still exist?


E’ la storia di un viaggio che si svolge in un periodo storico molto particolare, quello delle elezioni presidenziali americane 2016. E’ la mia storia di silenzio nel frastuono della propaganda, in un percorso di riduzione e di lettura dei luoghi per quello che li rende ciò che sono, muovendomi con la naturalezza di chi, italiano, a New York si sente a casa perchè l’America l’ha già vissuta nell’immaginario iconografico che permea tutta la cultura occidentale. Come per un export culturale che ha portato l’America nelle nostre case e dentro di noi. E' attraversare in punta di piedi il mio sogno americano, nella sua aura di perfezione. Esisterà ancora il sogno americano?



Full Insomnia Americana available here: unscriptus issue #2

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